European Accessibility Act: cosa devono sapere le aziende svizzere
Il 28 giugno 2025 ha segnato una svolta significativa nel panorama digitale europeo. L’entrata in vigore dell’European Accessibility Act (EAA) non è soltanto una questione che riguarda le imprese dell’Unione Europea, ma ha conseguenze dirette anche per le aziende svizzere che operano oltre confine. Per chi gestisce un’attività digitale o sta valutando di espandersi in Europa, comprendere questa normativa è fondamentale.
Cos’è l’European Accessibility Act e perché riguarda la Svizzera
L’European Accessibility Act 2025 è una direttiva europea che mira a uniformare gli standard di accessibilità digitale in tutti gli Stati membri dell’UE. L’obiettivo è garantire che prodotti e servizi digitali siano fruibili da chiunque, incluse le persone con disabilità visive, uditive, cognitive o motorie.
Sebbene la Svizzera non faccia parte dell’Unione Europea, l’EAA impatta direttamente sulle aziende elvetiche che vendono prodotti o erogano servizi a clienti nell’UE. Non importa dove sia situata la sede legale: se un e-commerce svizzero consegna merci in Germania, Austria o Italia, o se un’azienda offre servizi bancari o di prenotazione online a cittadini europei, deve rispettare i requisiti dell’EAA.
L’unica eccezione riguarda le microimprese con meno di 10 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 2 milioni di euro. Tutte le altre realtà sono soggette alla normativa, con sanzioni che variano da paese a paese: si va dall’oscuramento del servizio fino a multe che possono raggiungere il 5% del fatturato annuo in alcuni Stati membri.
Il quadro normativo svizzero: la legge federale sulla disabilità
In Svizzera esiste già una base legale che regolamenta l’accessibilità digitale: la legge federale sull’eliminazione di svantaggi nei confronti dei disabili (LDis), in vigore dal 2004. Attualmente, però, questa legge si applica principalmente alla pubblica amministrazione, che deve rispettare lo standard eCH-0059 basato sulle linee guida WCAG 2.1 al livello AA.
Per le aziende private il quadro è più sfumato. Anche se la normativa prevede che i privati non possano discriminare le persone con disabilità, non esiste ancora un obbligo esplicito di adottare misure speciali per rendere i servizi digitali accessibili. Tuttavia, questa situazione sta evolvendo rapidamente: il Consiglio federale ha presentato una revisione parziale della LDis che prevede l’allineamento agli standard dell’EAA entro il 1° gennaio 2027.
Questo significa che, anche per chi opera esclusivamente sul mercato svizzero, investire nell’accessibilità digitale oggi è una scelta strategica che anticipa obblighi futuri e posiziona l’azienda in modo competitivo.
Le linee guida WCAG: il cuore tecnico dell’accessibilità
Quando si parla di accessibilità digitale, il riferimento tecnico principale sono le WCAG (Web Content Accessibility Guidelines), sviluppate dal World Wide Web Consortium (W3C). Queste linee guida si basano su quattro principi fondamentali, facilmente ricordabili con l’acronimo POUR:
Percepibile: le informazioni devono essere presentate in modo che tutti possano percepirle. Per esempio, le immagini devono avere testi alternativi per chi utilizza screen reader, i video devono essere sottotitolati e i contrasti cromatici devono essere sufficienti per chi ha problemi di vista.
Operabile: gli utenti devono poter interagire con tutti gli elementi del sito. Questo significa che la navigazione deve funzionare anche solo con la tastiera, senza necessità del mouse, e che i tempi di risposta devono essere adeguati.
Comprensibile: il contenuto e il funzionamento del sito devono essere chiari. La legge europea accessibilità richiede un linguaggio semplice (non superiore al livello B2), una navigazione coerente e messaggi di errore informativi.
Robusto: il sito deve funzionare correttamente con diverse tecnologie assistive e browser, garantendo compatibilità e affidabilità nel tempo.
Le WCAG prevedono tre livelli di conformità:
- A (minimo)
- AA (standard raccomandato)
- AAA (massimo)
L’European Accessibility Act richiede la conformità al livello AA delle WCAG 2.1, che rappresenta l’equilibrio ottimale tra accessibilità e fattibilità tecnica.
Quali servizi e prodotti sono interessati
La normativa copre un’ampia gamma di prodotti e servizi digitali. Sul fronte dei servizi troviamo: siti web aziendali, piattaforme e-commerce, applicazioni mobile, servizi bancari online, sistemi di prenotazione per eventi o trasporti, servizi di telefonia e comunicazione digitale, piattaforme di e-learning e contenuti audiovisivi.
Anche i prodotti fisici con interfacce digitali rientrano nella normativa: sportelli automatici (ATM), biglietterie automatiche, terminali self-service, computer e smartphone venduti ai consumatori, lettori di e-book.
Inoltre, l’EAA si applica anche alla documentazione: manuali d’uso, contratti con i clienti, specifiche di prodotto e informazioni su caratteristiche di accessibilità. Un servizio altrimenti conforme agli standard rimane inaccessibile se la documentazione non è fruibile da chi utilizza tecnologie assistive.
Link building locale: costruire autorevolezza
Investire nell’accessibilità non è solo una questione di conformità normativa. I benefici per le aziende sono concreti e misurabili.
1. Ampliamento del mercato potenziale
In Svizzera circa 1,7 milioni di persone dichiarano di avere limitazioni permanenti nelle attività quotidiane, pari a circa il 21% della popolazione. Nell’Unione Europea questa percentuale sale al 27%, con oltre 101 milioni di persone. Ignorare questo pubblico significa escludere un quarto del mercato.
2. Migliore esperienza utente
L’accessibilità migliora inoltre l’esperienza per tutti gli utenti, non solo per chi ha disabilità. Testi chiari, navigazione intuitiva, contrasti adeguati e contenuti ben strutturati rendono il sito più usabile per chiunque, compresi gli anziani o chi naviga in condizioni non ottimali (schermo al sole, connessione lenta, ambienti rumorosi).
3. Ottimizzazione sui motori di ricerca
Dal punto di vista tecnico, un sito accessibile ottiene benefici SEO significativi. I motori di ricerca premiano strutture semantiche corrette, contenuti ben organizzati e tempi di caricamento rapidi, tutti elementi che coincidono con le buone pratiche di accessibilità.
4. Aumento della brand reputation
C’è anche l’aspetto reputazionale e di brand positioning: dimostrare attenzione verso l’inclusione rafforza la percezione positiva del marchio e crea un vantaggio competitivo, specialmente in settori dove la responsabilità sociale sta diventando un criterio di scelta per i clienti.
Come adeguarsi: un approccio pratico
Mettersi in regola con l’European Accessibility Act può sembrare complesso, ma seguendo un percorso strutturato diventa gestibile anche per PMI e startup.
Il primo passo è condurre un audit di accessibilità del proprio sito o applicazione. Esistono strumenti automatici che individuano rapidamente le violazioni più comuni (contrasti insufficienti, assenza di testi alternativi, problemi di struttura), ma è importante affiancare anche test manuali e, se possibile, coinvolgere utenti con disabilità per avere un feedback reale.
Una volta identificate le lacune, si definisce una roadmap di intervento. Alcune correzioni sono rapide: aggiungere testi alternativi alle immagini, migliorare i contrasti cromatici, strutturare correttamente i titoli. Altre richiedono più tempo, come ridisegnare form complessi o rivedere l’architettura dell’informazione.
1Fonte: European Accessibility Act: le conseguenze per le aziende svizzere
È fondamentale integrare l’accessibilità nei processi di design e sviluppo sin dall’inizio. Pensare all’accessibilità dopo il lancio comporta costi e tempi maggiori. Formare il team interno sulle best practice WCAG è un investimento che ripaga nel medio termine.
Per chi non ha competenze interne, affidarsi a consulenti specializzati in accessibilità digitale può accelerare il processo e garantire un risultato conforme agli standard richiesti.
Trasforma la complessità in opportunità
L’accessibilità digitale rappresenta oggi quello che la digitalizzazione rappresentava dieci anni fa: non una scelta facoltativa, ma un passaggio obbligato per chi vuole rimanere competitivo.
Ed è proprio qui che serve un partner che comprenda davvero il contesto in cui operi: dinamiche del mercato svizzero, sfide dell’espansione europea, equilibrio tra investimenti e risorse.
Noi di Swiss Berries accompagniamo imprenditori e professionisti in un percorso strategico completo: dalla crescita sui mercati europei alla gestione della complessità normativa, dalla visibilità digitale alla strutturazione aziendale.
Il momento di adeguarsi è adesso, ma non devi farlo da solo. Contattaci per trasformare questo obbligo in un vantaggio competitivo concreto per la tua azienda.
